CENTRE JEUNES KAMENGE
Nel 1988 durante un incontro tra missionari saveriani espulsi
dal Burundi e la direzione generale della Congragazione viene
deciso, dopo le espulsioni dei religiosi volute da Jean-Baptiste
Bagaza, di ritornare in Burundi e di impegnarsi in una nuova attività
che si indirizzi agli strati emarginati urbani.
Il progetto inizia nel 1990 quando due padri saveriani, P.Claudio
Marano e P.Marino Bettinsoli, iniziano a Bujumbura a prendere
i necessari contatti per dare vita a quello che diverrà
il Centre Jeunes Kamenge : invieranno 10 mila lettere di richiesta
di aiuto a cui risponderanno solo la Conferenza episcopale italiana,
Manos unidas spagnola ed il Vises.
Nel settembre 1991 inizia la costruzione del centro che terminerà
due anni dopo. Intanto vengono studiati i progetti educativi assieme
ai ragazzi del quartiere e, ai due saveriani, si uniscono quattro
suore della Congregazione delle Doretee. Nel 1993 tutti i lavori
sociali marciano a pieno regime ed il centro è frequentato
da 2.500 giovani che si iscrivono liberamente alle attività.
Dopo il colpo di Stato militare del 1993 il Centro diviene spesso
obiettivo di attentati degli estremismi urbani che vedono nel
Centro un esempio di convivenza da cancellare. Il 6 marzo del
1994 due medici italiani vengono feriti da colpi di arma da fuoco
all'entrata del centro, il 24 marzo una pattuglia di militari
spara deliberatamente contro la struttura, il 28 marzo una équipe
belga di Medecins sans frontiere Belgio organizza una chirurgia
di guerra tra le stanze del Centro, il 23 aprile i militari evacuano
il personale del centro in una delle tante azioni intimidatorie
che provocheranno danni ingenti alle strutture e il panico tra
i giovani. Tra i ricordi della vita del centro c'è senz'altro
il saveriano Victor Ghirardi, che morirà il 17 luglio 1994,
e Suor Anatolia, morta il 27 luglio del '95. Ai due padri che
hanno dato vita al Centro si è ultimamente aggiunto il
saveriano Gigi Signori proveniente dal Ciad. Oggi il Centre Jeunes
Kamenge conta oltre 14.000 giovani e trenta diverse attività
giornaliere (alfabetizzazione, educazione sanitaria, coscientizzazione
sociale, formazione di gruppi, corsi di dattilografia, informatica,
segreteria, contabilità, disegno, taglio e cucito e inoltre
decine di attività sportive) continuando il suo obiettivo
che è quello di dare una risposta ai problemi della periferia
di Bujumbura, abitata in gran parte da giovani che provengono
dall'interno del paese, e che quotidianamente vivono i problemi
della guerra e della violenza etnica, della povertà, della
descolarizzazione, disoccupazione, aids e droga, cercando di incentivare
il dialogo interetnico. Oggi il Centro conta tra i suoi partners
la Conferenza episcopale italiana, la Comunità europea,
Unicef Burundi, Ambasciate belga e francese in Burundi, Servizio
di cooperazione e sviluppo di Lione, Gruppo ticinese per il Burundi,
Centri missionari di Milano, Trento, Brescia e Udine, le Acli
e centinaia di benefattori.
Sull'esperienza del Centro di Kamenge si vedano gli scritti di Antonio Giorgi ("Kamenge: a scuola di amicizia") e Renzo Petraglio ("Kamenge-Burundi: un contributo alla pace")
P.CLAUDIO MARANO
Nato nel 1951 nella provincia di Udine ha ricoperto per vari anni la carica di responsabile della Diffusione e propaganda del Centro saveriano di animazione missionaria a Parma..
P.MARINO BETTINSOLI
Nato nel 1954 nel bresciano è responsabile della pastorale del Centre Jeunes da molti anni vive in Burundi.
P.GIAN LUIGI SIGNORI
Nato nel 1957 nella provincia di Bergamo è stato missionario in Cameroun dal 1983 al 1986, si è poi trasferito in Ciad dove ha lavorato con le popolazioni di lingua marba, gabri e juman. Dal 1996 è a Bujumbura.