BURUNDI: CI VOGLIONO DELLE ESPERIENZE IMPORTATE DA PAESI PIU' STABILI
Il Burundi ha due bandiere: quella ufficiale, bianca e celeste con tre stelle al centro, che rappresentano le 3 etnie (Hutu, Tutsi e Twa) che costituiscono la sua popolazione (6 milioni di abitanti, di cui 2 milioni di rifugiati in altri paesi a causa della guerra) e una seconda bandiera. non ufficiale, ma che rappresenta la speranza di molti burundesi, come ci ha spiegato p. Claudio Marano. Ha gli stessi colori di quella italiana, ma al centro presenta un fascio di rami di diversa lunghezza per sottolineare un sogno: solo l'integrazione delle diversità. non più in contrapposizione e divise dall'odio. potrebbe far uscire il Burundi dall'attuale situazione di povertà, La situazione del Burundi, uno dei 5 paesi più poveri del mondo, viene presentata da Antoine, un burundese che vive e lavora da anni in Italia .
La denominazione sotto il vocabolo di "cuore dell'Africa" affettuosamente etichettata al Burundi. piccolo paese, grande come la Sicilia. deriva della sua posizione geografica nel centro di questo immenso continente. Il Burundi, pur essendo listato tra i cinque paesi più poveri del mondo, possiede una larga gamma di risorse naturali, turistiche. e culturali ancora non sfruttate. Il suo clima tropicale con una temperatura media cha oscilla tra 18 e 25 gradi, conferisce ai suoi abitanti, al 90 per cento contadini, una potenzialità ideale per la loro quotidiana occupazione agricola. Per chi non conosce ancora la situazione attuale di questo paese dal punto di vista politico, sociale ed economico, la soluzione più in vista a priori per far uscire il Burundi della sua situazione di precarietà sarebbe di mettere in piedi un programma solido e strutturalmente agricolo per scongiurare per lo meno le disastrose catastrofi derivanti dalla malnutrizione e dalle sue conseguenze.
Una tale prospettiva però, non può avere nessuna speranza di fattibilità mentre i beneficiari diretti dell'iniziativa sono protagonisti di una guerra fratricida che non cessa ancora a fare vittime: dall'ottobre l993, i due principali componenti della popolazione burundese (85% hutu e 14% tutsi) sono coinvolti in un conflitto interetnico che è già costato la vita a tre cento mila persone. Essendo senz'altro l'ignoranza e la miseria le principali cause di una tale situazione, una via di soluzione potrebbe nascere dalle esperienze acquisite da numerosi cittadini del Burundi che hanno potuto avere l'opportunità di entrare in contatto con altri modi di vivere, con altre culture, nei paesi esteri che li ospitano. Se scegliamo a caso l'esempio del settore dell'educazione, in un paese come l'Italia, ci rendiamo conto subito della lunga strada da percorrere per le autorità del Burundi prima di fare accedere ad una formazione minimale del livello elementare, tutti i bambini in età scolare. Almeno 50% di loro sono praticamente abbandonati alla loro sorte, a tale punto che non potranno mai intuire il concetto della scuola d'obbligo nonché il significato del diritto allo studio costantemente invocato in altri paesi. Tutti questi sfortunati, però. insieme ai loro genitori e parenti sanno bene l'elemento chiave che manca loro crudelmente per poter svolgere una vita normale: la pace.
Assistono impotenti al peggioramento progressivo della loro condizione d'insicurezza, di paura e di povertà. ma non hanno l'ombra di un dubbio sul fatto che la loro sopravvivenza dipende per il momento dai capricci dei loro dirigenti. Questi non manifestano finora la minima intenzione d'imboccare la macchina sulla via della pace e della riconciliazione. Abbiamo a che fare con una popolazione visibilmente stanca delle violenze, che necessita un'esperienza di legalità e d'equità. caratteristiche dei paesi che ospitano compaesani in un ambiente altrimenti più gradevole. Tra quest'ultimi, si contano numerosi laureati, ingegneri, scienziati di tutti generi, con un bagaglio intellettuale incredibile ed una convinzione profonda nell'importanza del lavoro in una società. E' premiato chi lavora.
Questo è fondamentale per il Burundi ed ecco una delle lezioni da andare ad insegnare. non come testimoni, ma attori di un progetto integrale di sviluppo ispirato dalle ricchezze generate dalla sincronizzazione delle diversità dei popoli. Difatti, il ruolo di grande rilievo della professionalità di questi cittadini burundesi nel promuovere l'economia del paese d'accoglienza. sarà tanto più indispensabile e apprezzato se le loro prestazioni saranno svolte in Burundi. L'idea è condivisa da tanti burundesi decisi e pronti ad andare a mettere in pratica la loro esperienza nel paese di nascita. Fossero altrettanto numerosi quelli che offrono volentieri il loro contributo per una risoluzione definitiva e duratura del conflitto i questo paese.
Antoine Habonimana
(in Sot l'Orloi, Pasqua 2003)