Gazzetta di Parma, 4 maggio 1997
"IL VOSTRO AIUTO È LA NOSTRA VITA"
Burundi Spettacolo dell'Istituto Bodoni
Un microcosmo dove sperimentare la convivenza pacifica tra le varie etnie. Un luogo dove vivere in pace, senza violenza, simbolo della strada che tutto il paese dovrà percorrere. Il centro "Jeunes Kamenge" di Bujumbura, la capitale del Burundi lacerato da una guerra che in tre anni ha fatto mezzo milione di morti, è tutto questo e molto di più: un'oasi di vita attorno a strade dove si spara e si uccide, una "casa" accogliente dove il padre saveriano Claudio Marano, rimasto mentre la maggioranza degli occidentali tornava al proprio paese, organizza corsi, tornei sportivi, dibattiti, incontri, concerti e feste. Una culla di speranza. Ma il Centro ha bisogno di sostegno, sia economico che spirituale, perché la sensazione di abbandono è spesso imperante. Per questo gli studenti dell'Istituto Bodoni, con il contributo della Parmalat, hanno allestito uno spettacolo intitolato "Io?! ... e gli altri?!", che si terrà martedì e mercoledì (6 e 7 maggio) alle 20,30, al Teatro Pezzani, il cui ricavato sarà devoluto al Centro dei padri saveriani. "Ci rivolgiamo a tutti coloro che sono sensibili a tutte queste problematiche e a tutti gli ex-studenti del Bodoni", così gli studenti s'appellano ai parmigiani. Per informazioni e per ritirare gli inviti ci si può rivolgere alla segreteria della scuola, in viale Piacenza. Le adesioni hanno un valore grande: "Un conforto importantissimo per i saveriani sono le nostre notizie, il fatto che sia una voce che ancora fa sentire la loro presenza nel mondo e che ci siano dei laici che operano per aiutare la popolazione a sopravvivere". Tra questi, la dottoressa Silvia Marchelli, parmigiana, coraggiosamente rimasta nel Paese in guerra.
Iniziative che restituiscono fiato e coraggio ai missionari rimasti nell'inferno, attenuando la loro sensazione di abbandono. Ad esprimere con chiarezza questo sentimento è padre Claudio Marano, nella lettera che ha inviato a Parma per ringraziare gli studenti del Bodoni e la Parmalat:: "Cinque milioni di fratelli disperati, 500mila morti ... Ma c'è qualcuno che pensa a noi? Qualche raro articolo, qualche campagna di informazione mal organizzata ... Ma siamo anche noi uomini e donne del mondo o sembriamo protagonisti di quel film di fantascienza dove si escludono dalla società i poveri, chiamandoli banditi o selvaggi e buttandoli fuori dalle città stato? (...) Per noi resta solo il calvario, il calvario burundese! Quanto è difficile stare vicino a dei condannati a morte e quanto è difficile considerarsi un condannato a morte!" Ma il Centre Jeunes Kamenge è un punto fermo nella costruzione di un futuro di pace: "qui la vita sboccia ogni giorno. Abbiamo organizzato un sacco di tornei di calcio, di basket, di ping pong, di calcetto, abbiamo organizzato un'infinità di corsi, dattilografia, informatica, taglio e cucito (...), abbiamo la biblioteca con 10mila volumi e la sala giochi che funziona in continuazione". Iniziative che servono ad apprendere che la convivenza tra le varie etnie non è un'utopia, ma una sfida che si può vincere: "Ormai i giovani sono oltre seimila. Circa un migliaio vengono ogni giorno. Vivendo insieme tutsi, hutu, zairesi, rwandesi, tanzaniani, senegalesi, cattolici, protestanti, musulmani, diventano, rientrando a casa, nei loro quartieri, nei loro ambienti di lavoro, scuola, comunità, di dialogo, portatori di speranza. È questo il Centro! Dà vita, perché questa vita si espande".
Gli aiuti parmigiani sono il cemento di questo edificio di vita. "Con i vostri aiuti paghiamo la scuola - scrive padre Claudio - e seguiamo a scuola oltre 300 giovani, curiamo i giovani del Centro quando sono ammalati, li accompagnamo negli ospedali (...) Stiamo anche riparando diverse cose perché abbiamo avuto una tromba d'aria, un grosso corto circuito, danni vari alla casa... Amici, questa è la sintesi della nostra vita. Ve la proponiamo con tanta semplicità e con il desiderio di condividere questi momenti di storia umana".